Come si accetta un’eredità: consigli per evitare spiacevoli sorprese

del 19/01/2016

Innanzitutto è bene precisare che vi sono due forme di accettazione.

Può essere pura e semplice o con beneficio d'inventario.

Con la prima l'erede accetta tutta l'eredità compresa sia delle posizioni attive che passive dell'erede. Ciò determina anche la confusione del proprio patrimonio con quello del de cuius in tal modo l'erede risponderà dei debiti ereditari.  Se questi fossero superiori all'attivo ereditario, non solo l'asse ereditario verrebbe svuotato, ma i creditori del de cuius potrebbe attaccare il patrimonio dell'erede fino al soddisfacimento del suo credito.

Per evitare questo, la legge accorda l'accettazione con beneficio d'inventario. Grazie a questo espediente giuridico, il patrimonio del defunto e quello dell'erede rimango distinti e l'erede risponde dei debiti ereditari ma solo nei limiti della quota ereditata.

Inoltre i creditori del de cuius non potranno aggredire il patrimonio personale dell'erede.

La legge, per l'accettazione con beneficio d'inventario, richiede una forma solenne: deve esser fatta mediante dichiarazione ricevuta da notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione.

Vista la particolare garanzia, l'accettazione con beneficio d'inventario è obbligatoria quando ad ereditare sono chiamati gli incapaci assoluti e relativi, persone giuridiche, minori, interdetti o inabilitati, associazioni, fondazioni ed enti non riconosciuti.

Pertanto si consiglia di accettare l'eredità con beneficio d'inventario: questo eviterà, come detto, di risponder dei beni del de cuius in misura anche maggiore rispetto a quanto ereditato e anche rispondendo con il proprio patrimonio.

Questo però non eviterà che i debiti ereditari rimangano insoluti.

Come da ultimo espresso dalla Corte di Cassazione, con l'accettazione con beneficio d'inventario l'erede acquista i diritti caduti in successione e diventa soggetto passivo delle obbligazioni e diventa successore del defunto anche nei debiti.
Le cautele predisposte dal legislatore hanno la funzione di separare il patrimonio del de cuius e dell'erede evitando i creditori del primo possano aggredire i beni del secondo.
Per tali motivi, con sentenza n. 13206 del 2012 , i Giudici di legittimità si sono pronunciati positivamente stabilendo che il bene acquistato dall'erede con il denaro proveniente dall'eredità era pignorabile ed espropriabile da parte del creditore del de cuius.  

Indipendentemente dalle forme, la legge consente di accettare ma anche di rifiutare un lascito ereditario

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