Il regime patrimoniale dei coniugi: conseguenze patrimoniali e successorie

del 22/01/2016

La famiglia è una piccola impresa e come tale ha bisogno di un’organizzazione anche economica.
Per questo motivo la legge mette a disposizione dei coniugi due regimi patrimoniali: comunione dei beni e separazione dei beni.

Grazie alla Riforma del diritto di famiglia al 1975, la legge prevede che i rapporti patrimoniali tra i coniugi sono disciplinati automaticamente secondo le norme della comunione legale. Tuttavia i coniugi potranno applicare la separazione dei beni.


Cosa significa essere in comunione legale?

Il regime di comunione legale è disciplinato dal codice civile agli artt. 177 e seguenti; tale regime prevede che i beni acquistati durante il matrimonio sono di proprietà comune, anche se l’acquisto è stato disgiunto.
Restano esclusi dalla comunione i beni acquistati prima delle nozze e i beni cc.dd. personali.

Nello specifico non entrano:
-       i beni di proprietà di ciascun coniuge prima delle nozze;
-       i beni acquistati per successione e donazione dopo le nozze;
-       i beni di uso strettamente personale;
-       i beni che servono all’esercizio della professione;
-       i beni ricevuto a titolo di risarcimento del danno,
-       i beni acquistati con il ricavato della cessione di altri beni.

E se uno dei due coniugi volesse mantenere la titolarità esclusiva di un bene?
La legge consente al coniuge che voglia acquistare un bene immobile o mobile registrato di escludere detto bene dalla comunione.
Tuttavia il coniuge acquirente dovrà dichiarare di essere il titolare esclusivo e l’altro dovrà dichiarare di aderire all’amministrazione esclusiva e rinunciare alla contitolarità sul bene.

Se invece i coniugi optassero per la separazione dei beni?

Innanzitutto è doveroso precisare che indipendentemente dal regime prescelto, gli obblighi di mantenimento e di assistenza reciproci sia tra i coniugi ma anche e soprattutto nei confronti dei figli che hanno diritto ad essere educati ed istruiti.

Il regime di separazione può essere scelto sia al momento delle nozze sia in costanza di matrimonio; di tale cambiamento dovrà darsi notizia formale attraverso la trascrizione a margine dell’atto di matrimonio.

Con la separazione dei beni, tutti gli acquisti fatti dopo il matrimonio rimangono di esclusiva titolarità dei coniugi. Nel caso in cui si volesse cointestare un determinato bene, sarà sufficiente indicarlo nell’atto di acquisto.
Altra differenza importante, si riscontra nel diritto successorio.

Nel caso della comunione legale, al momento della morte di uno dei due coniugi, questa si scioglie e ricadono in successione il 50% dei beni comunitari e il 100% dei beni personali del coniuge. Invece in caso di separazione, non essendovi distinzione tra beni comunitari e personali, tutto il patrimonio del de cuius cade in successione.
 
 

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