L’apertura della successione. Tre momenti per diventare erede

del 16/02/2016

Scopo dell’apertura della successione è quello di assicurare continuità alla situazioni giuridiche attive e passive del de cuius che, a causa del decesso, rimangono prive di un titolare.
Nello specifico, la successione ha la funzione di tutelare sia gli interessi relativi alla proprietà sia alla famiglia. Con la morte del de cuius, si apre la successione; tuttavia è necessario distinguere tre momenti della successione: apertura, delazione e acquisto.

Quanto alla prima fase, la successione si apre al momento della morte nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto; pertanto, determinare il luogo dell’ultimo domicilio del defunto è importante per stabilire presso quale tribunale alcuni atti relativi all’eredità dovranno essere pubblicizzati.
Attraverso la delazione, invece, vengono individuati i soggetti che succederanno al defunto: si distinguono due tipi i delazione, legittima e testamentaria. Con la prima, prevista in mancanza di testamento, sarà la legge a stabilire quali siano gli eredi e in che misura succederanno; la seconda si verifica in presenza di un testamento. Unico limite alla successione testamentaria è rappresentato dalla successione necessaria: alcuni eredi, ossia il coniuge, i discendenti, e in mancanza di questi, gli ascendenti, sono maggiormente tutelati dalla legge. Infatti devono ricevere necessariamente una quota minima di eredità anche contro la volontà del testatore. Il legislatore ha previsto che il patrimonio dell’erede si divida idealmente in due quote: disponibile e riservata. Quest’ultima è blindata e, appunto, riservata agli eredi necessari, mentre, con la quota disponibile, il testatore è libero di distribuirla ad amici, enti o altri parenti.
Si precisa che qualsiasi altra modalità di delazione è assolutamente vietata dalla legge: ad esempio, una delazione contrattuale è assolutamente vietata.

Solo dopo essere stati chiamati, è possibile acquisire la qualità di erede e quindi di subentrare nei rapporti attivi e passivi del de cuius. 

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